UN TE’ LUNGO

By maggio 22, 2017funny post

Si butta su una poltroncina all’esterno. Aggiusta la valigia sotto il tavolo e accenna un sorriso. Ordina un tè.  Il volto incorniciato da una barba incolta racconta le fatiche di un lungo viaggio.  «Aspetto mio fratello», dice con un inglese dal forte accento indiano o forse pachistano, chissà.
Mi dimentico di lui. Fratelli Cuore all’ora di pranzo è un fiume di persone: prendo ordini e porto piatti. In pratica passo le ore successive a correre.
E’ quasi l’ora di smontare, quando l’uomo mi fa un cenno. «Scusi questa è la stazione Termini, vero?». Co… come Termini?  Non trovo il coraggio di rispondergli. Guardo l’orologio. Erano passate quattro ore dal suo arrivo.
Quattro ore sottratte a un abbraccio chissà da quanto tempo atteso.
«No, è la Stazione Santa Maria Novella di Firenze», dico sfuggendo al suo sguardo. L’uomo scatta verso la biglietteria. Questa volta non avrebbe sbagliato.

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